Convegno “Vulcani e petrolio” – Il tentativo di trivellare il Canale di Sicilia

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Si svolto a Sciacca,  nella Sala Blasco del Comune, un Convegno sul tema delle trivellazioni nel Canale di Sicilia. Dopo l’approvazione del Decreto Sblocca Italia, che prevede la liberalizzazione delle trivellazioni sulla terraferma e in mare, in Sicilia e a Sciacca,  tra la gente,  si è creata molta preoccupazione e apprensione. Per capire meglio la situazione, la Sezione FIDAPA di Sciacca ha organizzato un convegno con qualificati relatori.

Era presente il Sindaco Avv. Fabrizio Di Paola, che ha espresso indignazione per questo provvedimento e ha invitato i cittadini a mobilitarsi unitamente all’Amministrazione Comunale.

L’Ing. Mario Di Giovanna, portavoce del Comitato Stoppa la piattaforma, si è soffermato sui risultati raggiunti in questi ultimi anni dal Comitato e su quello che è necessario fare per impedire l’assalto al nostro mare.

Il Dott. Mimmo Macaluso, ricercatore subacqueo,  ha illustrato i gravi rischi che comportano le trivellazioni per l’estrazione di petrolio nel nostro tratto di mare. La nostra è una zona altamente  sismica, a causa della faglia tettonica che esiste nel Canale di Sicilia, responsabile del terremoto del Belice del 68 e di altri eventi sismici precedenti. Inoltre questo tratto di costa nasconde diversi vulcani attivi, di cui fa parte la Ferdinandea, nonché un sistema di vulcani sedimentari, che possono dare origine a disastri come quello che si è verificato il 27 settembre ad Aragona. Per tutti questi motivi, per il pericoli di terremoti e maremoti, sarebbe  assai rischioso effettuare trivellazioni nei nostri mari.

” E’ terribile pensare”  ha detto la Presidente Luisa Troso “che, affacciandosi dalla balconata di Piazza Scandaliato,  tra pochi mesi vedremo gigantesche piattaforme petrolifere che trivellano il nostro mare. Un tesoro di biologia marina, con pesci, crostacei, alghe,  coralli, cetacei,  che andrà distrutto, un mare meraviglioso che verrà inquinato. In una città che vive di pesca, turismo e termalismo sarebbe una vera catastrofe per la nostra economia.”

Molti gli interventi che hanno evidenziato come la nostra Comunità non rimarrà a guardare, ma è decisa a difendere il suo territorio.

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